Intervista ad Adriano Baffelli, Senior Partner della Società di Comunicazione e Servizi per le imprese, Baffelli & Partners

1) Lei è un imprenditore trasversale: negli anni com’è stato possibile creare legame tra ambiti differenti (giornalismo, mondo associativo, territorio e cultura, comunicazione della filiera casa…)?

L’attività professionale rispecchia la mia visione personale: apertura verso il nuovo. Il legame si crea naturalmente sulla base di conoscenze e competenze che s’incontrano e si confrontano, arricchendo l’esperienza e creando nuovi percorsi.

2) Negli anni 70 ha mosso i primi passi nel mondo della comunicazione, nelle radio libere, com’è cambiato il concetto di radio al giorno d’oggi?

Anzitutto la radio, data a più riprese per morta, è più viva e vegeta che mai. Il panorama delle emittenti è diverso da quello degli anni ’70: quasi tutte si sono trasformate da “libere” a “commerciali”, palinsesti fotocopia e stesse hit trasmesse sino alla noia. Non trascurabile l’aspetto delle radio, pubbliche e private, che offrono una discreta informazione. L’avvento delle web radio offre spazi per emittenti tematiche specializzate.

3) Secondo la sua sensibilità, quali sono le qualità necessarie per l’oggi e il domani per coloro che si approcciano alla Comunicazione e al Marketing?

Una predisposizione al confronto, all’analisi (che presuppone la conoscenza dei dati e la volontà/capacità di saperli analizzare) e alla comparazione, insieme a una solida preparazione interculturale e ad una elevata flessibilità, condite da curiosità, umiltà e determinazione, sono attitudini utili per occuparsi con successo di Comunicazione e Marketing.

4) Quali libri le hanno lasciato forti valori che trasmette con il suo lavoro e riconducibili all’epoca presente?

Tra i tanti libri significativi, che hanno contribuito alla mia formazione umana e professionale, trovano particolare spazio i libri di Ignazio Silone, “Fontamara” su tutti; testi legati alla professione giornalistica, in particolare alcuni titoli di Giampaolo Pansa, e un romanzo storico dello spagnolo Ildefonso Falcones: “La cattedrale del mare”.

 

 

5) Qual è il tratto distintivo di Baffelli & Partners, rispetto ad altre agenzie di comunicazione?

La conoscenza del giornalismo e dei suoi protagonisti, non solo locali, è arricchita da quella del mondo del lavoro, della produzione e dei servizi, con evidenti vantaggi per i clienti che possono godere di consulenze ad alto valore aggiunto e tarate sulle loro effettive necessità. La nostra esperienza plurisettoriale e pluridecennale ci consente, inoltre, di offrire un ventaglio di servizi, quali Progetti speciali di Marketing e di Comunicazione e una qualificata attività di Pubbliche relazioni, che affiancano l’attività di Ufficio Stampa tradizionale e digitale.

 

6) Tra storia, cultura e ambiente, la Società vede nel suo fondatore un forte amore verso la Franciacorta, quali sono secondo lei pregi e difetti meno conosciuti di questa zona bresciana?

Sicuramente nutro un particolare legame con la Franciacorta, realtà conosciuta più approfonditamente rispetto ad altri territori, anche per i plurimi approcci professionali maturati in diversi periodi. I pregi sono sotto gli occhi di tutti: un ambiente naturale di particolare bellezza, una classe imprenditoriale particolarmente brillante e capace, per citarne due dei principali. Forse, come per tutta la provincia bresciana, paradossalmente un difetto è rappresentato dal pregio della riservatezza, che se eccessiva può essere scambiata per chiusura.

 

Citi anche qualche aneddoto.

Pochi sanno che la Mille Miglia, la Corsa più bella del mondo, ebbe forti radici in Franciacorta, soprattutto per i Conti Aymo Maggi e Franco Mazzotti. Ogni volta che leggevo degli incontri preparatori dell’iniziativa di Canestrini, Castagneto, Maggi, Mazzotti, e dei soggiorni dei piloti inglesi nel trentennio della gara di velocità (1927 – 1957) nei borghi franciacortini, mi chiedevo come fosse possibile far conoscere al grande pubblico tale legame. Nel 2015, con una lettera aperta gli organizzatori della moderna rievocazione della Mille Miglia, sollecitai – a nome della Fondazione Franciacorta – che il percorso prevedesse di attraversare la Franciacorta. E il passaggio si registra da tre edizioni, regalando una prestigiosa vetrina internazionale al territorio ricco di vigneti, colline, palazzi, abbazie e monasteri.

 

7) Definisca con 5 parole chiave la Fondazione Franciacorta, la “holding delle idee” della quale lei è Presidente.

Coraggiosa, Innovativa, Giovane, Libera, Appassionata.

8) Luigi Colli, il protagonista del suo libro “Vendemmia in Franciacorta”, è l’emblema dell’uomo moderno di mezza età che vede svanire certezze per la crisi di mancanza lavoro, qual è qual è la sua posizione in merito? Cosa consiglia ai lettori per ritrovare la propria identità in periodi difficili?

Il tema è complesso e la mia posizione può essere compresa leggendo il libro. Qui, in sintesi, posso trasmettere uno dei messaggi principali: non bisogna perdersi d’animo nemmeno quando tutto intorno pare non lasciare spazio alla speranza. Abbiamo sempre la forza e la capacità di rinascere, pur constatando quanta sofferenza si debba provare e quanto impegno e forza interiore siano necessari in taluni frangenti della vita.

Consiglio di rimanere fedeli a se stessi, ai propri principi cardine e se possibile a prepararsi, ad allenarsi anche quando tutto va, o pare andare bene, ad affrontare periodi meno facili, magari complessi, addirittura ostili.

A.A.