Expo 2015: iniziativa da conoscere, occasione da non sprecare

expo2015 Molto si è parlato, non sempre a proposito, dell’Expo 2015. Leggendo dichiarazioni più o meno estemporanee che da più parti rimbalzano tra media cartacei e testate digitali, ne ricavo l’idea che non tutti abbiano compreso di cosa si tratti, di quale sia la portata dell’iniziativa, che per il presidente del Consiglio dovrebbe contribuire a dare nuovo slancio economico al Paese, incrementando di un percentuale non trascurabile la crescita del Pil. Non hanno aiutato le istituzioni a farlo comprendere, a lungo impegnate a litigare fra di loro, facendo a tratti persino presagire che l’intera organizzazione, o buona parte di essa, fosse a rischio. L’atmosfera di quell’inizio 2008, quando l’assegnazione a Milano fu accolta con entusiasmo, illudendoci potesse essere un segnale di una più generale riscossa dell’Italia, è svanita anche per i morsi di una pesante crisi economica. La sensazione è che la nave Expo navighi a vista e con le stesse difficoltà manifestate dal sistema Italia, alquanto incerottato. Anche per questo per molti operatori risulta difficile capire quel che l’Expo 2015 potrebbe, dovrebbe essere. In molti ambienti sembra prevalere l’effetto Mondiali di calcio o Colombiadi. Ovvero pare sia diffuso il pensiero, neanche troppo velato, di approfittare in qualche modo di un’occasione per drenare soldi pubblici. E’ utile e urgente, invece, comprendere che di soldi da buttare non ve ne sono, che al netto delle “necessità milanesi” poco o nulla resterà per gli altri territori. Questo non significa che non si possa, debba fare nulla. Anzi. L’Expo, se visto come utile occasione e considerato come un duttile software anziché un ingombrante e arcaico hardware (ovvero polo espositivo temporaneo foraggiato dalle finanze collettive cui attingere), può rappresentare lo stimolo e il trampolino per una promozione intelligente ed efficace delle produzioni agroalimentari e dei loro territori, comprese potenzialità turistiche e culturali da porre in vetrina mondiale. Caratteristiche peculiari che a Brescia abbondano, sia sul versante del patrimonio agroalimentare che culturale e artistico. Expo, quindi, quale punto d’incontro, dapprima metaforico, quindi concreto, per promuovere immagine e contenuti dell’immenso giacimento agroalimentare, culturale e turistico del nostro Paese. Senza aspettare che Regione, Stato, Ue, garantiscano fondi, ma lavorando con convinzione per rendere attuale e utile per imprese e territori, il titolo, messaggio dell’ormai prossimo Expo: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”.

Adriano Baffelli

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